Le Rosa del Salice

Salento autoctono, omaggio a Stefano Farina

Un’antica masseria settecentesca – dal nobile e rigoroso profilo, tipico dell’architettura rurale salentina – delimitata tutt’attorno da piante d’ulivo (sono 400!): si presenta così, La Rosa del Salice, la nostra proprietà nell’omonimo comune a nord-ovest di Lecce, Salice Salentino.

Trasformarla in azienda viticola è stato un lavoro immane, al quale ci siamo dedicati per tre anni. I terreni, tradizionalmente destinati all’agricoltura e molto sassosi, grazie a prolungati scassi e sterri si sono trasformati in 20 ettari impiantati con nuovi vigneti autoctoni: negroamaro, primitivo del Salento, malvasia nera di Lecce.

Abbiamo scelto la coltivazione a cordone speronato, moderno sistema di allevamento che consente la razionalizzazione di tutte le lavorazioni in vigneto e un’ottimale esposizione della parete fogliare: condizioni ideali per favorire al meglio la maturazione delle uve.

Superficie
22 ettari, di cui 20 a vigneto
Tipologia dei suoli
Argilla mista a calcare frantumato
Esposizione
Pianeggiante
Il vitigno principe
Negroamaro

Suolo

Questi terreni argillosi misti a calcare frantumato erano tradizionalmente coltivati a grano e cereali, successivamente destinati alla coltivazione di meloni. Vederli trasformati in vigneto è per noi sempre una grande emozione.

Clima

Caldo e ventilato, risente positivamente dell’influsso del mare, che migliora la maturazione delle uve e ne anticipa spesso il periodo di raccolta.

Uve

Il negroamaro è il vitigno più diffuso in Puglia – in particolar modo nel Salento. Da quest’uva scura e leggermente amara nascono vini intensi e profumati, dal sapore pieno e avvolgente.

Il terroir

La Rosa del Salice

Terra dalla tradizione agricola, da metà Ottocento il Salento ha fornito a Francia e resto d’Italia uve sane perché senza fillossera. Nell’ottica più moderna di salvaguardia delle ricchezze autoctone, abbiamo deciso di investire anche noi nella valorizzazione di questo territorio. E oggi siamo orgogliosi di contribuire alla meritata rinascita della viticoltura pugliese.